L’architetto Piero Bottoni

 

L’anima del bambino e l’anima del poeta
si avvicinano in viaggio.
Tutti e due scoprono tra le mille cose già viste
di un paesaggio sconosciuto

cose sempre nuove
mentre si avvicinano
a un paese nuovo.

(Piero Bottoni)

 

 

 

Piero Bottoni, l’architetto al quale è intitolato il nostro liceo, ha viaggiato nel mondo dell’architettura, dell’urbanistica, del restauro, del design, dell’arredamento e dell’insegnamento con gli occhi del bambino e del poeta. E ha cercato di scoprire “cose sempre nuove” anche tra le pieghe della nostra Milano martoriata dalla guerra: nella fase di ricostruzione dopo i bombardamenti e il secondo conflitto mondiale promuove e progetta un quartiere sperimentale (il Quartiere Triennale 8). Immagina di creare persino un laghetto, ma, data la necessità di smaltire i detriti degli edifici distrutti, cambia il suo progetto e decide di trasformare il cumulo di macerie in una montagna e di darle il nome della moglie morta: il Monte Stella. Dalla distruzione del passato rinasce una nuova città.

Bottoni collabora anche con importanti artisti. Solo lui poteva nascondere in un anonimo tubo di cartone sei preziosissime tavole di Le Corbusier (realizzate durante la conferenza al Circolo Filologico milanese del giugno 1934 e regalate dallo stesso Le Corbusier a Bottoni). Le tavole vennero scoperte e ordinate nel 1982 dai Professori Giancarlo Consonni e Graziella Tonon, fondatori dell’Archivio Bottoni e custodi della memoria e del lavoro di questo protagonista della storia milanese, definito dall’artista Fernand Léger “inventore di montagne e di magnifiche costruzioni popolari”.

Ringraziamo i Professori Giancarlo Consonni e Graziella Tonon per il loro straordinario impegno e per i doni che hanno fatto al Liceo: ci hanno regalato preziosi quaderni di studi e monografie su Bottoni per la Biblioteca dell’Istituto. Consultando e leggendo questi libri, possiamo immaginare che il grande architetto ritorni ancora a insegnare nella sua e nostra Milano: fu infatti docente ordinario di Urbanistica al Politecnico fino al 1971, quando venne sospeso, insieme a tutto il Consiglio della facoltà di Architettura, dal ministro Misasi, contrario alla sperimentazione didattica. Morì nel 1973, senza aver potuto riprendere l’insegnamento.