Mobilità studentesca internazionale

Gli studenti del quarto anno possono partecipare ad un periodo di studio
all’estero.
Le esperienze di studio compiute all’estero da alunni italiani delle scuole
secondarie di II grado, attraverso i soggiorni individuali, sono valide per la
riammissione nella scuola di provenienza e sono valutate, ai fini degli scrutini,
sulla base della coerenza con gli obiettivi didattici previsti dai programmi di
insegnamento (Direzione Generale degli Scambi Culturali-Div.III Prot.1108/36
e Nota Prot. 843 del 10 aprile 2013 del M.I.U.R.).
La scuola riconosce la valenza educativa e formativa dei soggiorni all’estero,
fermo restando che chi vuole parteciparvi deve possedere un buon
profitto scolastico e aver dimostrato nei primi tre anni di studio
l’autonomia necessaria a un buon recupero e a un proficuo inserimento
nella classe quinta.
Procedura da seguire:
Soggiorno di studio all’estero di alunni italiani.
Entro la fine di febbraio del terzo anno di corso lo studente compila in tutte
le sue parti l’allegato 1 del fascicolo della mobilità studentesca e ne
consegna una copia in vicepresidenza e una al coordinatore di classe.
Lo studente deve anche sottoscrivere, insieme ai genitori, il patto educativo
(allegato 2) che si impegna a stringere con la scuola.
Il Consiglio di Classe dà un parere motivato alla famiglia sull’idoneità dello
studente a vivere un’esperienza scolastica all’estero ed a reinserirsi
successivamente con profitto in classe, quindi incarica un docente di
riferimento (Tutor) che lo supporta durante l’esperienza, acquisendo dalla
scuola straniera che l’alunno intende frequentare, informazioni relative ai
piani e ai programmi di studio scelti e al sistema di valutazione seguito presso
la scuola straniera. Inoltre il tutor tiene periodici contatti con lo studente
durante il periodo di permanenza all’estero e infine coordina il rientro nella
scuola italiana.
Tutti i docenti della classe sono comunque tenuti a comunicare allo
studente prima della partenza o a fargli pervenire al più presto se già
partito, una scelta di argomenti essenziali sui quali verterà la prova
integrativa di settembre.
Al termine del periodo di studi all’estero, che non può avere durata superiore
ad un anno scolastico e che in ogni caso si deve concludere prima dell’inizio
del nuovo anno scolastico in Italia, il Consiglio di Classe incontra lo studente
per esaminare i programmi delle materie seguite all’estero e tutta la
documentazione e stabilisce possibili integrazioni.
Le prove integrative orali (orali e scritte solo per le lingue straniere)
vertono solo sulle materie non incluse nel piano di studi della scuola
estera.
Le eventuali valutazioni negative all’estero sono da considerarsi come
giudizio sospeso.
Le prove integrative, che vertono sui contenuti in precedenza
concordati con gli studenti, si svolgono secondo il calendario delle
prove di settembre per giudizio sospeso.
Alla fine del periodo di studio all’estero lo studente deve far avere al
coordinatore di classe i programmi delle discipline studiate all’estero, nonchè
l’attestato di frequenza ufficiale con elencate le discipline seguite con relativa
valutazione (pagella). Questa deve essere tradotta in italiano o in inglese se
si è frequentata la scuola in un paese non anglofono. Deve trattarsi della
pagella ufficiale su carta intestata della scuola e contenere anche un giudizio
sulla condotta/comportamento. E’ consigliata ma non obbligatoria la
traduzione validata del documento.
Sulla base dell’esito degli studi compiuti presso la scuola straniera, che si
evince dall’attestazione di frequenza rilasciata con elencate le discipline
seguite e relativa valutazione (da trasformare secondo le indicazioni del
documento in voti devimali) e del risultato delle eventuali prove integrative, il
Consiglio di Classe delibera circa la ammissione/riammissione o non
ammissione dello studente e formula una valutazione che determina
l’inserimento degli alunni medesimi in una delle bande di oscillazione e quindi
l’attribuzione del credito formativo, secondo quanto previsto dalla vigente
normativa.
Se il periodo all’estero si svolge nel secondo quadrimestre il reinserimento
avviene in maniera analoga, ovvero attraverso la valutazione degli studi fatti,
le eventuali prove e la formalizzazione dell’avvenuto reinserimento nella
classe.
Per quanto concerne il primo quadrimestre il reinserimento avviene in modo
flessibile, anche in base alla data di rientro. Il Consiglio di Classe valuta i
programmi svolti e le relative valutazioni e definisce con lo studente un
programma di reinserimento.
All’atto della riammissione la scuola italiana trasmette, debitamente
compilata dallo studente, la scheda A (allegato 3) al Ministero della Pubblica
Istruzione – Direzione Generale Scambi Culturali, per le opportune operazioni
di monitoraggio.
Soggiorno di studio in Italia di studenti stranieri
La scuola accoglie, per un periodo non superiore ad un anno scolastico,
alunni provenienti dall’estero, che intendono realizzare soggiorni di studio in
Italia.
Al fine dell’inserimento nella scuola italiana, quest’ultima acquisisce dalla
scuola di provenienza dell’alunno il certificato di nascita, curricolo scolastico,
pagelle, copertura assicurativa.
I docenti valorizzano la presenza di studenti stranieri all’interno delle
classi per favorire una crescita partecipata di tutte le componenti
scolastiche, stimolando l’interesse e la curiosità per culture diverse. I
docenti, consapevoli che l’alunno straniero proviene da sistemi scolastici con
metodologie didattiche e di valutazione diverse, si fanno carico di approntare
per lo studente straniero un percorso formativo flessibile adeguato alle
sue competenze e tengono in giusta considerazione le iniziali difficoltà
derivanti dalla barriera linguistica. Al termine del soggiorno la scuola
rilascia un attestato di frequenza che certifica le competenze acquisite dallo
studente.
Alla conclusione del percorso di studio in Italia l’alunno dovrà compilare la
scheda
B ( allegato 3) che verrà poi inviata al Ministero.

fascicolo mobilità studentesca

programmi anno all’estero